L’NMC e l’IPASVI: trova le differenze.

Nelle scorse settimane, in occasione dei rinnovi dei consigli provinciali Ipasvi, mi è capitato più volte di leggere improvvide dichiarazioni di colleghi che, sprezzanti di denunce e provvedimenti disciplinari, definivano “quelli dell’Ipasvi” “mafiosi” e “m..de”.

Testualmente.

L’ultimo, in ordine di tempo, dichiarava di essersi trasferito in Inghilterra e di volersi iscrivere presso l’NMC, cancellandosi al tempo stesso dal Collegio di appartenenza.

L’ho informato che, così facendo, non avrà più modo di sostenere concorsi pubblici, né, in generale, di tornare a svolgere la professione infermieristica in Italia, a meno che non si iscriva nuovamente od eviti di cancellarsi, continuando così a pagare l’odiata tassa a quelle “m..de” dell’Ipasvi, come da lui definite.

Tralasciando ogni polemica sullo squallido tenore di certe esternazioni, credo sia utile, a questo punto, operare qualche comparazione tra i compiti dell’Ipasvi e quelli dell’organismo ad esso equivalente in UK, ovvero l’NMC, il Nurses and Midwifery Council, non solo per fornire una piccola guida a chi si appresta ad emigrare o lo ha fatto da poco, ma anche per chi ancora lavora in Italia. Il motivo lo si comprenderà tra poco.

  1. L’NMC definisce gli standard di formazione ed aggiornamento degli infermieri, dai programmi universitari fino ai CPD, l’equivalente dei corsi ECM in Italia, che però non organizza. Al contrario, i Collegi italiani programmano molte giornate di formazione, ma intervengono con un ruolo marginale nella definizione dei curricula universitari;
  2. A fronte di un ammontare minimo di crediti formativi ECM che la normativa stabilisce debbano essere accumulati nel corso di un triennio, non sono ancora, ad oggi, state definite sanzioni per chi trasgredisce. L’NMC, invece, cancella dal Registro tutti coloro i quali non abbiano completato nel termine di tre anni gli obblighi previsti dalla normativa sulla Revalidation, molto più ampi dei semplici crediti ECM.
  3. L’NMC tutela i cittadini dall’abusivismo (molto raro in UK) ed irroga sanzioni disciplinari nei confronti degli iscritti al registro, esattamente come l’Ipasvi. Dispone annualmente la radiazione per circa lo 0,4% degli iscritti, pubblicandone nome e motivazioni della sanzione sul proprio sito online. Non risultano invece statistiche, né dispositivi dei provvedimenti per i radiati da un Collegio Ipasvi italiano, salvo casi di cronaca eclatanti (come nel caso di Daniela Poggiali, che scattò selfie con i cadaveri dei propri pazienti).  Mi farebbe molto piacere averne a disposizione, a proposito. D’altronde, si tratta di informazioni mirate a tutelare il pubblico e che per questo andrebbero diffuse, almeno online.
  4. Il pagamento della tassa annuale di iscrizione ad un Collegio oscilla mediamente tra i 50 ed i 60 euro. La morosità implica l’obbligo del versamento di interessi, ma il saldo può avvenire dopo mesi od anni. Nel frattempo, l’infermiere può continuare ad esercitare la professione. La tassa per l’iscrizione all’NMC costa 120 pounds all’anno, oltre 130 euro. Il mancato pagamento entro i termini comporta la cancellazione automatica dal registro. Il nurse inglese non può più svolgere la professione fino a nuova iscrizione, rischiando il licenziamento immediato dal Trust per il quale lavora, a meno che non sia posto in administrative leave (una sorta di sospensione dall’incarico) o non venga temporaneamente “demansionato” ad healthcare assistant, con relativa riduzione dello stipendio.

In buona sostanza, come si può notare da questa succinta analisi, l’NMC non riveste un ruolo più importante, né ha attribuzioni molto più ampie rispetto a quelle di un Collegio Ipasvi.

Il quadro tratteggiato rende tuttavia molto bene l’idea di una normativa applicata in molto più rigoroso rispetto a quella italiana.

Prima ancora di biasimare quegli infermieri che sconsideratamente insultano i rappresentanti della loro stessa professione, mi domando allora se il rispetto e la considerazione di cui questi ultimi difettano, indipendentemente dal loro impegno e dalla loro moralità, non nasca piuttosto dalla scarsa severità, anzi dalla tipica, elastica “modalità italiana” di applicazione di norme pur vigenti.

Sappiamo bene quanto, oltre alla carota, sia alle volte importante anche il bastone, per muoversi nella giusta direzione.

Bastone e carota.jpg

 

 

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