Un esempio concreto di trasparenza nella gestione della sanità parte prima: il rapporto annuale dei Trust inglesi.

Magari non interessa a molti, ma solo ai curiosoni, ai giornalisti, oppure agli amanti delle statistiche.

 

Tuttavia gli ospedali, nelle realtà sanitarie come quella inglese e quella italiana, sono diventati realtà aziendali, in qualche caso veri colossi, per cui chiunque abbia un minimo di esperienza imprenditoriale sa che periodicamente bisogna tirare i conti e stendere un bilancio di quanto svolto nel periodo appena terminato, programmando scelte ed obiettivi per il futuro.

Altrimenti si naviga a vista, con il rischio di affondare da un momento all’altro.

Non dimentichiamo, poi, che nelle realtà sanitarie che garantiscono assistenza sanitaria gratuita (o quasi) alla popolazione, come avviene nel Belpaese ma anche in terra d’Albione, i soldi spesi sono pubblici, per cui sussiste un legittimo interesse dei cittadini (quelli più interessati e meglio informati, in una parola: civili) a sapere come quei soldi, derivanti dall’imposizione fiscale, sono stati spesi.

Banale diritto alla trasparenza dell’Amministrazione pubblica, insomma.

E’ per questa ragione che, in UK, ogni Trust pubblica annualmente un rapporto della gestione passata e delle strategie che intende perseguire negli anni successivi, mettendolo a disposizione dei cittadini sul proprio sito (nella homepage, mica in un angolino) e consentendone il download gratuito in formato pdf.

Il rapporto è corposo, ma di facile lettura e nel caso del mio ospedale, il Moorfields, è liberamente scaricabile da questo link:

Per chiunque si volesse cimentare nella lettura, si scoprirebbero informazioni davvero interessanti.

Non solo si specificano la struttura del’organizzazione e della dirigenza, ma si indicano anche gli stipendi dei manager; non solo si espone il bilancio, ma si indicano con chiarezza anche le donazioni effettuate a partiti politici; non solo si indicano i servizi offerti alla popolazione, ma anche i feedback, i commenti ricevuti dai pazienti (che vengono monitorati mensilmente) e dallo stesso personale, le valutazioni della temutissima CQC, Care Quality Commission, che ha ispezionato il Moorfields nel 2016 attribuendole una valutazione positiva (di questo ne parlerò in un successivo articolo).

Si specificano persino gli incidenti avvenuti e quelli di elevata gravità, che hanno comportato conseguenze per la salute dei pazienti.

Il tutto in una veste grafica chiara e semplice, come se si trattasse di un volantino pubblicitario.

E in Italia?

Una ricerca random effettuata su due grandi Aziende, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria “Città della salute e della scienza” di Torino, che comprende il celebre ospedale delle Molinette, ed il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna, ha fornito risultati confortanti.

Si ritrovano infatti informazioni corrette ed aggiornate sull’organigramma e sui bilanci degli Enti e su molto altro ancora sotto la sezione “Amministrazione trasparente” dei relativi siti web.

Resta il problema della leggibilità non proprio ottimale dei contenuti, certo non proprio accattivanti sul piano grafico come quelli del rapporto annuale del Moorfields, ma invito tutti i dipendenti di un’ASL o di un’Azienda Ospedaliera a dedicarsi almeno una volta l’anno a questa “lettura della buonanotte”, per avere una visione più approfondita e soprattutto consapevole del contesto aziendale in cui lavorano.

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