Intervista ad un coraggioso collega d’avventura – interview to a brave companion of adventure

For the English version: please read below.  

Quando sono arrivato in Inghilterra ho avuto la rara fortuna di conoscere tanti colleghi che, si dall’inizio dell’avventura, mi hanno accompagnato nel mio percorso di vita: con loro ho condiviso il tempo libero, i divertimenti, i piccoli impegni quotidiani, con qualcuno di loro perfino l’abitazione. 

Essendo tuttavia l’unico, tra i 25 infermieri italiani e spagnoli assunti dal Moorfields Eye Hospital un anno e mezzo addietro, ad essere distaccato presso il St. George’s Hospital, nel multietnico quartiere di Tooting Broadway, ero consapevole che nessuno avrebbe pouto condividere con me anche il mio percorso di lavoro. 
Ma la sorte mi ha trovato comunque uno straordinario compagno d’avventura anche lì.
E non uno qualunque, ma uno dei più meticolosi, dinamici, inguaribilmente entusiasti ed ottimisti infermieri che abbia mai incontrato nella mia vita. 
E’ per questa ragione che ho scelto di sostenerlo nell’iniziativa che sta per intraprendere, per l’ennesima volta quest’anno, nel modo migliore che conosco (oltre a quello monetario, ovviamente); scrivendo su di lui nell’intervista che segue e dando massima diffusione al suo progetto nella mia pagina Facebook e sul mio blog (per la prima volta, il post sarà tradotto in inglese, per gli amici stranieri). 
Sì, è vero, le foto non sono eccelse. 
Ma io sono un inguaribile, dispettosissimo photobomber. 

1) Ok, partiamo. Presentati alle persone che non ti conoscono!
Mi chiamo Antonio Scazzarriello, sono italiano e lavoro come infermiere per il Moorfields Eye Hospital. Sono attualmente distaccato presso il St. George’s Hospital di Londra, uno dei molti ospedali presso cui il Moorfields ha una struttura satellite.
Ho anche il diabete di tipo 1. 

2)  In che cosa consiste la tua iniziativa?

Il 31 luglio prenderò parte ad uno dei più affascinanti, emozionanti e suggestivi eventi sportivi organizzati a Londra, la Prudential Ride London – Surrey 100. Questo evento ciclistico ha ormai raggiunto il 4° anno e qualcosa come 25.000 dilettanti e 150 ciclisti professionisti prenderanno parte ad esso. 

La manifestazione inizia al Queen Elizabeth Olympic Park e poi segue un percorso di 100 miglia su strade chiuse attraverso la capitale e la speldida campagna del Surrey. 

Lo scopo della mia iniziativa di raccolta fondi è quello di portare sempre più persone a conoscenza dell’esistenza della JDRF, la Juvenile Diabetes Research Foundation (Fondazione di Ricerca sul Diabete Giovanile) e di contribuire ai progetti di ricerca raccogliendo almeno 500 £, che è l’obiettivo minimo da raggiungere. 
3)  Perchè stai prendendo parte proprio a questa iniziativa? 
Ho preso parte alla Prudential Ride London – Surrey 100 già due volte e quest’anno ho deciso di rinnovare il mio impegno, perchè è sorprendente vedere così tanti ciclisti tutti insieme allo stesso tempo in bicicletta per diverse cause e diverse charities. 
E’ anche bello vedere così tante persone nelle strade e il tifo ci spinge ad andare ancora più veloce ed a non mollare. 
Ma è anche un grande evento per promuovere lo sport e per ispirare più persone a partecipare alla manifestazione ciclistica ed a raccogliere fondi per qualsiasi charity cui si voglia contribuire od a cui ci si senta vicini, per svariate ragioni. 
Un altro motivo per aver preso parte ad esso? Amo il fitness ed il ciclismo (n.d.a.: dopo essere stato quasi trascinato a camminare per 22 – ripeto, 22 – miglia nel centro di Londra per la Moorfields Eye Walk quest’inverno, posso metterci la mano sul fuoco).
In quel giorno sarò libero di pedalare e di avere le strade libere dal traffico. 
Essendo personalmente coinvolto, credo che prendere parte a questo evento potrebbe anche incoraggiare ed ispirare più persone, soprattutto le persone diabetiche, a fare lo stesso, a partecipare ad attività sportive ed a continuare ad inseguire i propri sogni. 
In effetti, ad esempio, ho scelto di destinare i fondi da me raccolti alla JDRF anche perchè sono rimasto colpito dal fatto che esiste una squadra di ciclisti professionisti, interamente costituita da atleti diabetici: la Novo Nordisk cycling team.  

4) Come possiamo contribuire? Quanto hai raccolto l’anno scorso? 
L’anno scorso ho partecipato alla stessa manifestazione ciclistica con un ente di beneficenza diverso e non sono stato in grado di raggiungere l’obiettivo di 500 £, ma le 250 £ raccolte sono comunque confluite in progetti di ricerca. 
Quest’anno spero di riuscire comunque a raggiungere l’obiettivo di 500 £. 


Per contribuire a questa grande causa ed aiutarmi a raggiungere il traguardo delle 500£, potete fare una piccola donazione attraverso la mia pagina Internet sul sito Justgiving:

https://www.justgiving.com/fundraising/Antonio-Scazzarriello3 

Qualsiasi donazione, anche piccola, contribuirà al lavoro straordinario che la JDRF sta facendo per cercare di creare un mondo senza il diabete di tipo 1!

Nel frattempo, continuerò con il mio allenamento… 

Grazie a tutti per il vostro sostegno e la gentile donazione!

In bocca al lupo a te, Antonio!



English version:

Since I arrived in England I had the rare fortune to know many colleagues with whom I shared leisure, the daily routine, even the house.  
However, I was the only one, among the 25 Italian and Spanish nurses recruited  by Moorfields Eye Hospital a year and a half ago, intended to work in the famous St. George’s Hospital, in the multiethnic borough of Tooting Broadway.
Therefore, I was aware that no one of them could share with me the same work experience. 
But fate has found for me another amazing companion of adventure. 
One of the most meticulous, dynamic, incurably optimistic and proactive nurses I’ve ever met in my life. 
For this reason, I chose to support him in the initiative that he is going to undertake again this year, making the interview you can read below. 
Apologies for the pictures, but I’m a naughty, childish photobomber.

1) Ok, let’s start. Introduce yourself to the people who don’t know you!

My name is Antonio Scazzarriello,I am Italian and I work as a nurse for Moorfields Eye Hospital. I’m actually based in St. George’s Hospital, one of the many Moorfields satellites.
I also have type 1 diabetes. 

2) What is your iniziative?

On the 31st of July, I will take part to one of the most fascinating, exciting and inspirational sportive events organized in London, the Prudential Ride London – Surrey 100. This cycling event has now reached the 4th year and something like 25.000 amateurs and 150 professional cyclist will take part to it. 

The Prudential Ride London – Surrey starts in Queen Elizabeth Onympic Park and then follows a 100 – mile route on closed roads throught the capital and into Surrey’s stunning countryside. 
The aim of my fundraising initiative is making more people aware of the existence of JDRF, the Juvenile Diabetes Research Foundation, and to contribute with your support to the JDRF research project by fundraising at least 500 £. 

3) Why are you taking part to this initiative?   

I took part to the Prudential Ride twice already and this year I decided to take part of it because it is amazing to see so many cyclists all together at the same time cycling for different causes and charities. 
It is also wonderful to see so many people in the streets cheering and pushing us to go even faster and not to give up. 
But it is also a great event to promote sport and to inspire more people to take part to the cycling event and to fundraise money for any charity you like or you feel close to. By the way, I was really impressed by the fact that there is a cycling team, entirely made of diabetic athletes: the Novo Nordisk cycling team.
Another reason for taking part of it?
I love fitness and cycling (i can guarantee, he grabbed me, almost literally, last winter to walk 22 – yes, 22! – miles across London for the Moorfields Eye to Eye walk).
On that day I will be free to cycle and I will have the roads free of traffic
As being personally involved because of my condition, I believe that taking part to this event would also encourage and inspire more people, especially diabetic people, to do the same, to take part in sport and to continue to chase their dreams. 

4) How can we contribute? How much did you fundraise last year?   
Last year I took part to the same cycling event witha different charity and I was not able to reach the target of £ 500 but still the £ 250 donated did help the research projects
This year I hope I will be able to achieve the £ 500 target. 

To contribute to this great cause and to help me to reach the target, you can contribute by making a small donation through my Justgiving page:

https://www.justgiving.com/fundraising/Antonio-Scazzarriello3 

Any donation, even small, will contribute to the amazing work that JDRF is doing to try to create a world without type 1 diabetes!

In the meantime, I will continue with my training…

Thank you all for your support and kind donation!

Good luck to you, Antonio!





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Come gli adolescenti

Ci voleva un paziente.
Ci voleva un paziente figlio di emigrati, figlio di un italiano e di un’irlandese.
Ci voleva un paziente che spiccica non quattro, ma tre parole di un italiano dal buffo accento anglosassone.
Ci voleva un paziente che mi regalasse questo orologio, che lui stesso produce, per rinfrescarmi la memoria su quanto fosse bella la mia professione.
La mia bandiera.
E la mia patria.
Gli Italiani sono adolescenti.
Come gli adolescenti litigano sempre con i genitori.
Li criticano un giorno sì e l’altro pure, li considerano sorpassati, a volte inutili.
Poi ne sentono la mancanza quando non ci sono.
Come gli adolescenti gli Italiani sono abituati a protestare, a lamentarsi.
Non tollerano le regole, pensano che sia meglio trovare scappatoie.
Sono poco o per niente solidali verso il prossimo, a meno che non faccia parte della loro cerchia.
Non hanno idea di cosa sia il bene comune.
Poi si arrabbiano se qualcun altro viola le regole e causa loro problemi.
Come gli adolescenti gli Italiani non amano le autorità e le istituzioni, si dimenticano facilmente il passato e le tradizioni, non vivono coltivandole, anzi spesso ritenendole espressione di una mentalità e di una società che non gli appartiene.
Non vogliono miti, leggende, idoli, se non quelli effimeri di un presente dal quale si fanno spesso illudere.
E se guardano al passato ed ai suoi protagonisti, lo fanno col paraocchi, perchè non vogliono spezzare le loro illusioni.
Come gli adolescenti gli Italiani amano il divertimento, sono emotivi e passionali, si lasciano andare alle emozioni, che di rado sfociano nell’onda lunga del sentimento.
Ecco perchè gli Italiani amano l’Italia ma non il Paese, le loro abitudini ma non l'”essere italiano”, amano la loro Nazionale di calcio ma non i suoi giocatori, nè il loro allenatore, da sempre oggetto di polemiche, critiche, contestazioni.
Ma nel momento decisivo gli Italiani, come gli adolescenti, riscoprono l’orgoglio, il coraggio, la grinta. Collaborano e si uniscono.
Diventano allora (quasi) imbattibili.
Nessuno riponeva fiducia nei ragazzi che stasera giocheranno contro la Germania, me compreso, che prima del campionato dissi: stiamo a guardare e vediamo cosa faranno.
Nessuno ama il loro allenatore, membro di un’elite calcistica ai più avversa e considerato antipatico per via dei suoi poco limpidi trascorsi.
Ma questo allenatore ed i suoi giocatori stanno dimostrando di onorare la maglia, la divisa, la bandiera italiana. E la Patria.
Perchè davanti all’Europa ed al mondo intero non puoi raggirare, truffare, fregare, rubare.
Nessuno è disposto a concedertelo, mica gli altri sono adolescenti.
Devi dimostrare di che pasta sei fatto, se vuoi vincere servono gli occhi della tigre.
Inutile stare a rubare se non hai gli occhi della tigre.
Ed in questo allenatore ed i suoi ragazzi ho visto questi occhi, quelli che gli Italiani tutti devono avere sempre, all’estero e soprattutto in Patria.
Perchè gli altri non ci stanno ad essere presi in giro e nemmeno noi dobbiamo essere lo zimbello altrui, lo siamo già da troppo tempo e per tanti motivi.
Cialtroni, inaffidabili, mafia boys. Così ci chiamano. Anche qui in Inghilterra.
Qualcuno lo fa per scherzo e allora ci ridiamo su anche noi, perchè capiamo che non sanno quello che dicono.
Talvolta no.
Ed allora non importa cosa hanno fatto in passato Conte ed i suoi ragazzi.
Non importa se in futuro andranno all’estero perchè guadagnano di più.
Non importa nulla.
Giocate fino all’ultimo secondo con gli occhi della tigre.
Non importa se perderete, sappiamo contro chi giocate.
Ma non sosterrò nè inciterò mai chi gioca contro di voi, contro di noi. 
E vi sosterrò rivendicando il diritto di pronunciare un incitamento di cui un signore, venti anni fa, ha defraudato tutti gli Italiani, insieme a mille altri sogni e speranze: FORZA ITALIA!